venezia_storia

Venezia nasce, documenti alla mano, nel 466 d.C., per una scelta obbligata: tentare una difesa del territorio veneto insidiato dai barbari che, in arrivo da Oriente, devastavano e saccheggiavano. Le popolazioni in fuga da Aquileia, Giulia Concordia, Altino, Padova, Oderzo, pesantemente attaccate, tra gli altri, da Visigoti, Ostrogoti, Unni e Goti, cercano rifugio nelle isole della laguna. Nel 520 d.C. le isole venete costituiscono una repubblica federativa governata da Tribuni, in buoni rapporti con i Governatori della terra ferma. Tra la fine del V secolo e l’inizio del VI tutta l’area gode di un periodo di relativa prosperità anche perché si trova in una posizione, tra mare e palude, relativamente isolata dal resto d’Italia che, invece, subisce le gravi conseguenze della guerra gotico-bizantina. Mentre il prestigio della federazione veneziana cresce, l’Italia vive una delle pagine più nere della sua storia, completamente in preda alle invasioni barbariche. Le città italiane vivono momenti di grave crisi politica ed economica, dovuta anche alle continue guerre che scoppiano tra le varie popolazioni che nel frattempo la governano la penisola, mentre Venezia diventa uno dei principali centri di scambio economico d’Italia. Un rapporto privilegiato con l’Oriente che permette lo sviluppo di una classe mercantile dinamica, intraprendente e moderna che, per circa quattro secoli, trasforma la città da remoto insediamento di popolazioni in fuga dal nemico, in potenza imperiale, padrona dei mari e totalmente indipendente dal resto d’Italia. Venezia diventa, insieme a Genova, Amalfi e Pisa, una Repubblica Marinara, governata dal Doge che, all’apice della sua potenza, nel XII secolo, porta la città a dominare su gran parte delle coste dell’Adriatico, in Dalmazia, Istria, isole dell’Egeo, Creta, Cipro, Corfù. La decadenza comincia a farsi sentire già nel XV secolo a causa di eventi storici (l’accrescere del potere ottomano ad Est, la scoperta dell’America ad Ovest), ma anche da abitudini e costumi che si fanno troppo libertini, scossi da impeti di superficialità e scarsità di morale. Nel XVII secolo Venezia è una delle città più raffinate d’Europa meta di artisti e intellettuali, ma sotto questa patina di eleganza e classe culturale si nasconde il declino inevitabile. Il 12 maggio del 1797, il doge Ludovico Manin e Il Maggior Consiglio vengono costretti da Napoleone ad abdicare. Il trattato di Campoformio, tra francesi e austriaci del 17 ottobre del 1797, sigla la fine della municipalità di Venezia. Nel 1848 la città partecipa ai moti rivoluzionari e nel 1866 entra a far parte del Regno d’Italia.